Come leggere la Centrale Rischi della propria azienda

Pubblicato il 30 giugno 2026 alle ore 23:33

Le principali voci della Centrale Rischi: come leggerle

La Centrale dei Rischi raccoglie le informazioni che banche e intermediari finanziari trasmettono alla Banca d'Italia sui finanziamenti e sulle garanzie riferiti a imprese e privati. Per un imprenditore, imparare a riconoscere le principali voci della propria posizione è importante per comprendere come viene rappresentata la propria esposizione finanziaria.

Di seguito le principali voci da conoscere.

1. Affidamenti – l'“accordato”

L'accordato rappresenta, in termini semplici, l'ammontare del credito che l'intermediario ha concesso all'impresa nell'ambito di una determinata linea.

Può riguardare, ad esempio, un'apertura di credito in conto corrente, un finanziamento o altre forme tecniche di credito.

È importante distinguere l'accordato dall'importo effettivamente utilizzato: avere un fido di 100.000 euro non significa necessariamente aver utilizzato 100.000 euro.

2. Accordato operativo

L'accordato operativo indica la parte dell'accordato che può essere effettivamente utilizzata dal cliente secondo le condizioni previste dal rapporto.

Il confronto tra accordato operativo e utilizzato è particolarmente utile per capire quanto margine di credito rimane disponibile e se l'impresa sta utilizzando una linea in misura prossima al limite concesso.

3. Utilizzato – l'esposizione effettiva

L'utilizzato indica l'ammontare del credito effettivamente utilizzato dall'impresa.

È una delle voci più importanti da monitorare perché consente di confrontare l'esposizione effettiva con il credito disponibile.

Ad esempio:

Accordato: € 100.000
Utilizzato: € 60.000
Margine disponibile: € 40.000

La lettura congiunta di questi dati permette di capire quanto delle linee di credito concesse viene effettivamente impiegato.

4. Sconfinamento

Lo sconfinamento si verifica quando l'utilizzato supera l'accordato operativo. In altre parole, l'impresa sta utilizzando una somma superiore al limite operativo disponibile.

Uno sconfinamento non va automaticamente interpretato come una situazione patologica: la sua rilevanza dipende, tra l'altro, dall'importo, dalla durata e dall'andamento complessivo del rapporto.

Per questo è importante non limitarsi a osservare se esiste uno sconfinamento, ma verificarne frequenza, durata e dimensione.

5. Margine disponibile

Il margine disponibile rappresenta, in termini pratici, la quota di credito ancora utilizzabile rispetto all'accordato operativo.

È un indicatore utile per capire quanto spazio rimane sulle linee di credito.

Un'impresa che dispone di affidamenti ampi ma li utilizza quasi completamente presenta una situazione diversa da un'impresa che mantiene un margine significativo.

6. Rischi a revoca

I rischi a revoca comprendono, tra gli altri, le aperture di credito in conto corrente, cioè linee di credito che la banca può revocare secondo le condizioni contrattuali.

Per l'imprenditore è utile monitorare soprattutto il rapporto tra accordato operativo e utilizzato, verificando quanto viene effettivamente assorbita la disponibilità concessa.

7. Rischi a scadenza

I rischi a scadenza riguardano finanziamenti con una scadenza contrattualmente stabilita, come mutui e leasing.

Questa voce consente quindi di individuare una parte dell'indebitamento collegata a finanziamenti che prevedono un piano di rimborso o una scadenza definita.

8. Crediti di firma

I crediti di firma riguardano impegni con i quali un intermediario garantisce l'adempimento di un'obbligazione del proprio cliente.

Un esempio è la fideiussione bancaria rilasciata a favore di un'altra impresa o di una pubblica amministrazione.

Non si tratta quindi necessariamente di denaro già erogato all'impresa, ma di un impegno assunto dalla banca nell'interesse del cliente.

9. Garanzie

Nella Centrale dei Rischi possono essere presenti informazioni relative alle garanzie, comprese quelle reali e personali collegate alle esposizioni.

È importante verificare quali rapporti risultano garantiti e per quale importo, perché le garanzie costituiscono un elemento rilevante nella rappresentazione della posizione finanziaria dell'impresa.

10. Sofferenza

La sofferenza è una classificazione particolarmente importante e non deve essere confusa con un semplice ritardo nel pagamento.

La Banca d'Italia chiarisce che la classificazione a sofferenza riguarda esposizioni nei confronti di soggetti che l'intermediario ritiene in stato di insolvenza o in una situazione sostanzialmente equiparabile, sulla base della valutazione della situazione finanziaria complessiva del cliente.

È quindi una situazione diversa dal semplice sconfinamento occasionale.

11. Inadempimenti persistenti

Gli inadempimenti persistenti riguardano, in particolare, finanziamenti con rate scadute e non pagate da oltre 90 giorni oppure situazioni nelle quali il cliente utilizza un importo superiore a quello concesso per oltre 90 giorni, secondo le condizioni previste dalla disciplina della Centrale dei Rischi.

Questa voce merita particolare attenzione perché può evidenziare una difficoltà protratta nella gestione degli impegni finanziari.

12. Saldo medio

Per alcune tipologie di rapporto viene rilevato anche il saldo medio, che consente di rappresentare l'andamento medio dell'esposizione nel periodo di riferimento.

Non deve essere confuso con l'utilizzato puntuale alla data di rilevazione: sono informazioni diverse e vanno lette insieme alle altre variabili della posizione.

 


 

Cosa dovrebbe controllare l'imprenditore

Più che concentrarsi su una singola voce, è utile leggere la Centrale dei Rischi come un insieme di informazioni.

In particolare, è consigliabile verificare periodicamente:

  • quanto credito è stato accordato;
  • quanto credito viene effettivamente utilizzato;
  • quanto margine rimane disponibile;
  • la presenza e l'eventuale ripetitività di sconfinamenti;
  • l'ammontare dei finanziamenti a scadenza;
  • la presenza di crediti di firma e garanzie;
  • eventuali inadempimenti persistenti o altre classificazioni rilevanti;
  • la coerenza dei dati segnalati dalle banche con i rapporti effettivamente intrattenuti dall'impresa.

Un controllo periodico permette inoltre di individuare eventuali dati inesatti o non aggiornati e di chiedere all'intermediario interessato le opportune verifiche.

Un esempio semplice

Immaginiamo un'impresa con:

Fido accordato: € 200.000
Accordato operativo: € 180.000
Utilizzato: € 160.000
Margine disponibile: € 20.000

In questo caso l'impresa sta utilizzando circa l'89% dell'accordato operativo.

Il dato, preso isolatamente, non dice se la situazione sia positiva o negativa: deve essere valutato considerando la natura delle linee, la loro durata, l'andamento storico dell'utilizzo e la situazione economico-finanziaria complessiva dell'impresa.

La Centrale dei Rischi, quindi, non va letta come un semplice elenco di debiti: è una fotografia strutturata dei rapporti di credito e delle garanzie che l'impresa ha con il sistema bancario e finanziario.

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